L’Autoemissione Monetaria

L’auto-emissione monetaria è una nuova forma di denaro che si sta sviluppando sulla base del denaro moderno, il fiat money.

Per comprendere l’auto-emissione monetaria, termine apparentemente eretico ma in realtà già sperimentata e funzionante, bisogna innanzitutto descrivere il funzionamento del sistema monetario moderno, definito Fiat System, ovvero denaro fiduciario, come ben descritto in un pamplet della Banca d’Italia[1] in cui il governatore Draghi descrive l’evoluzione dalla moneta metallica basata sui metalli preziosi a quella cartacea ed elettronica basata sulla fiducia.

Fiat, il termine utilizzato per questo sistema, è una parola latina che significa sia fatta; in questo caso sia fatta la moneta (Fiat Money), dal nulla, come creazione.

Contrariamente al passato infatti, quando la moneta era di oro (o altri metalli preziosi), oggi il denaro moderno dal 1971 non ha più nessuna relazione con il materiale intrinseco di cui è fatto, tanto che il 5% circa del circolante è rappresentato da banconote emesse dalle banche centrali ad un costo di pochi centesimi, mentre il restante sono delle semplici scritture contabili computerizzate, evoluzione delle stesse scritture contabili già presenti nel Medioevo, corrispondenti al credito erogato dalle banche. Si tratta quindi di denaro creato dal nulla e senza spese.

Le basi giuridico-filosofiche dell’auto-emissione

Una volta passati alla moneta cartacea o digitale, il ruolo della banca è molto cambiato. Con l’oro infatti vi era sia una materia fisica da custodire in luoghi sicuri, sia un valore intrinseco da preservare.

Oggi invece il valore al denaro non è più materiale, ma fiduciario, e la moneta non si crea più con il conio, ma con la fiducia e la convenzione sociale, regolata per legge.

La convenzione sociale, come tutte le convenzioni, conferisce un valore ad una determinata fattispecie giuridica, come è oggi la moneta, di carta ed inchiostro, le stesse forme con cui vengono scritte le leggi che regolano le convenzioni.

Oggi non vi è più la necessita di ricercare, estrarre, lavorare, coniare e custodire un metallo scarso, ma il denaro viene creato facilmente per lo più con scritture contabili. E questo ha un valore donato dalla convenzione e dalla società. Ma solo il sistema bancario può creare questo denaro, come ben sottolineato sia dalla Banca d’Inghilterra[2], che dalla banca centrale svizzera[3] piuttosto che dal Financial Times o dal The Guardian.

Per arrivare al passo giuridico successivo bisogna riferirsi a due articoli, uno apparso sul Financial Times[4], l’altro sul The Guardian[5], tra i più reputati quotidiani d’oltremanica.

Martin Wolf, caporedattore del Financial Times, afferma che “l’essenza del sistema monetario moderno è la creazione di denaro dal nulla mediante i prestiti erogati dalle banche private”, mentre Ben Dyson sul The Guardian pubblicava un articolo dal titolo eloquente: “Il denaro è stato privatizzato con l’inganno”.

In queste due frasi vi è l’essenza giuridica alla base dell’auto-emissione monetaria. Il denaro infatti viene creato dalle banche e quindi distribuito attraverso il prestito, ma questo lo rende privato.

Giuridicamente solo il proprietario può prestare, e il denaro moderno, nascendo per convenzione sociale e giuridica, dovrebbe appartenere a chi ne crea il valore attraverso l’accettazione. Questa è attualmente la società, che crea quel patto fiduciario descritto da Mario Draghi, senza il quale il denaro moderno sarebbe solo un mero pezzo di carta colorata o un numero digitale nel computer.

Creandone il valore la società ne può rivendicare giuridicamente anche la proprietà, come teorizzato dal professor Auriti dell’Università di Teramo[6], in quanto alla legge è affidato il compito di regolare i comportamenti sociali in essere. Non essendoci più questioni di custodia (dell’oro), qualsiasi persona potrebbe auto-emettere il denaro in base al suo lavoro o ai beni prodotti, essendo per definizione la moneta una misura del valore e un mezzo di scambio.

L’auto-emissione monetaria

Chiarita la natura convenzionale del valore tramite l’accettazione fiduciaria, resta da comprendere come sia possibile autoemettere denaro senza un’autorità centrale, o nel caso odierno un sistema privato (quello bancario) in modo da soddisfare le esigenze del mercato.

Oggi questo sarebbe possibile grazie alla tecnologia e alla forma stessa del denaro, il fiat money fiduciario. Storicamente l’auto-emissione fu segnalata già nella Barcellona anarchica degli anni 30.

Attualmente il Bit-Coin [7] è una moneta auto-emessa da un algoritmo informatico sulle basi dell’economia classica, non legata alla produzione di beni e servizi ma alla massa monetaria.

Il sistema è già molto sviluppato ed utilizzato, ma non essendo collegato direttamente all’individuo e ai beni prodotti, non può essere considerata una moneta auto-emessa in senso stretto.

Il sistema emette moneta da acquistare poi sul mercato valutario, agendo come una banca centrale, o da reperire tramite i pagamenti ricevuti in Bitcoin, mentre l’auto-emissione come quella praticata a Barcellona un secolo fa, prevedeva che fosse l’individuo stesso a creare il denaro e il valore attraverso la fiducia.

Nel caso del Bitcoin invece il valore proviene da un cambio valutario, retto dalle altre monete internazionali.

Attualmente nel mondo sono soltanto due le proposte di pura auto-emissione: quella del canadese Paul Grignon, descritta nel lavoro Money as debt 3[8], e quella dell’italiano Daniele Pace, pubblicata ne La moneta dell’utopia[9].

In questo caso si tratta di monete realmente auto-emesse, nonostante la presenza di un sistema informatico, in quanto la loro creazione è collegata direttamente al lavoro dell’individuo e/o ai beni e servizi prodotti, secondo quelle funzioni di unità di conto e mezzo di scambio che sono prerogativa del denaro.

Infatti non vi è un algoritmo a stabilire a priori la quantità di moneta da creare, ma questa deve avere come corrispettivo un valore equivalente in merci e lavoro prodotti.

In questo caso l’individuo non deve cambiare una valuta ufficiale per ottenere la moneta auto-emessa o riceverla in pagamento per un suo bene, ma la crea direttamente o lavorando, o producendo una merce.

Insieme al suo servizio o bene, o alla sua prestazione lavorativa, egli creerà direttamente il valore in moneta corrispondente grazie ad un sistema informatico collegato.

La differenza tra la proposta Grignon, e quella Pace, risiede tutta sul fondamento giuridico, assente nel canadese, che non ha conosciuto Auriti, ma ben radicato nell’italiano. Questo si tramuta in un funzionamento assai diverso tra le due monete proposte.

Per Paul Grignon, la cui formazione è di economia classica, soltanto il produttore di beni e servizi può auto-emettere moneta, con valore esatto al bene prodotto, mentre per Pace, la cui formazione è maggiormente giuridica, non solo anche il lavoratore può emettere il suo salario, ma questa è l’unica moneta spendibile nell’immediato, in quanto quella del produttore deve comunque attendere il valore d’uso della merce che rappresenta e misura.

Valore d’uso costituito dall’acquisto della merce stessa. Solo in quel momento la moneta del produttore acquisterà anche la funzione di mezzo di scambio e sarà quindi spendibile.

In questo modo Pace supera la difficoltà di distribuzione monetaria incontrata invece da Grignon.

Ogni lavoratore, nel firmare elettronicamente l’ingresso e l’uscita dal posto di lavoro, comunicherà al sistema il numero di ore lavorate, e questo creerà per lui il corrispettivo salario, scardinando quel secolare conflitto marxiano di sottrazione del plusvalore in quanto emesso direttamente dall’operaio.

È infatti il lavoratore a creare il suo salario in tempo reale, non dovendo attenderne il pagamento dal datore di lavoro e il valore d’uso della merce attraverso l’acquisto.

Pace prevede anche l’auto-emissione per i lavoratori autonomi, da cui traggono beneficio anche i fruitori del servizio come nel caso degli assistenti agli anziani o ai malati.

Queste classi sociali deboli, oggi a carico dello stato che spesso lesina sui servizi, potrebbero in questo modo usufruire dell’assistenza senza costi, mentre i lavoratori autonomi, spesso senza incarichi sicuri per lo stesso motivo, avrebbero invece un salario garantito.

Inoltre i cittadini potranno auto-emettere pensioni, sussidi alla famiglia e agli artisti ed ogni tipo di aiuto classico per una società evoluta.

Le due proposte hanno delle parti in comune nella struttura tecnica, come un sistema informatico che crei per l’individuo la moneta, calcolandola automaticamente in base alle informazioni fornite, e un codice alfanumerico che possa identificare la provenienza di ogni singola unità monetaria creata.

Inoltre entrambi prevedono la possibilità di auto-emettere mutui e finanziamenti, con una struttura più solida nell’italiano grazie anche ad una promessa di distruzione che riesce ad emulare perfettamente il classico prestito moderno.

Infatti Grignon ha solo avanzato un’ipotesi di emissione dei mutui, mentre Pace ne ha strutturato il funzionamento legandolo a sistemi che permettano di individuare il bene mobile o immobile da finanziare e legarlo indissolubilmente alla corrispettiva moneta emessa, che in questo modo non potrebbe essere spesa per altri scopi.

Una funzione aggiuntiva nella moneta auto-emessa dell’italiano è una sorta di referendum popolare, che attraverso delle opzioni da scegliere nel pannello di amministrazione di ogni singolo individuo, consentono di rifiutare il pagamento con moneta emessa da entità che il cittadino ritenga poco etiche.

Anche lo stato e gli enti locali chiaramente potranno auto-emettere la moneta necessaria per far fronte alle proprie spese.

Il sistema informatico di gestione di entrambe le proposte, riesce a sostituire del tutto il sistema bancario, rendendolo obsoleto ed inutile, in quanto sopperisce a quello che è oggi l’unica funzione della banca: creare denaro e prestarlo, con una notevole differenza, quella di distribuirlo all’individuo legittimo proprietario che ne crea il valore.

Nei due ricercatori infatti è ben presente il meccanismo di creazione monetaria moderno, ma soprattutto conoscenze di economia alternativa che permettano di migliorare l’attuale modello che sta mostrando limiti evidenti.

La moneta sarebbe gestita con un software informatico nei comuni personal computer, in cui il sistema integrato permette di riconoscere i vari status del singolo emettitore.

Essendo ogni singola unità monetaria dotata di un codice alfanumerico, il software può individuare non solo l’emettitore, ma anche, nel caso delle aziende produttrici, il tipo di prodotto e molte altre informazioni dipendentemente dalle necessità dei cittadini, come ad esempio l’impatto ambientale che potrebbe interessare molti cittadini oggi sensibili alle tematiche naturali.

Nella proposta di Pace l’idea è quella di consentire al cittadino titolare di un portafoglio di moneta auto-emessa di bloccare i pagamenti con monete i cui “codici etici” risultino non graditi, obbligando il pagatore a reperire una moneta “etica”. Questo consentirebbe alle aziende di conoscere in anticipo i prodotti indesiderati, con un vantaggio in molti aspetti economici, sociali e ambientali.

Le differenze concettuali e pratiche tra le due proposte sono ampie in quanto se Grignon risolve molti problemi legati allo scambio dei beni e dei servizi oggi difficoltosa per la stretta monetaria in atto, Pace riesce a centrare anche problematiche sociali e lavorative, come ad esempio il lavoro nero, in quanto nessun datore di lavoro sarebbe più interessato a questa pratica non dovendo più erogare un salario.

Quale moneta per il futuro

La crisi degli ultimi anni ha posto in maniera ossessionante il tema monetario al centro del dibattito anche tra cittadini comuni.

Oltre alle classiche ricette economiche, molti ricercatori stanno avanzando nuove proposte come quelle delle monete auto-emesse per una visione futura che permetta l’instaurazione di un modello che possa avvantaggiare i cittadini senza le criticità dell’attuale sistema.

La moneta auto-emessa è la risposta e l’evoluzione delle attuali monete complementari, emesse dalle associazioni di cittadini.

Scartato il Bit-coin per il suo carattere classico che non risolverebbe le problematiche poste dall’economia classica, e in mancanza di altre proposte, le idee del Digital Coin di Grignon e della Moneta dell’Utopia di Pace, seppur lontane come tempistica di attuazione, sembrano attualmente le più vicine ad un modello di moneta futura.

Nicolò Bellia, imprenditore ma soprattutto fondatore dell’Antropocrazia[10] e ammiratore del professor Auriti, sostenne tempo fa in un’intervista, che un giorno la moneta sarebbe stata auto-emessa in conseguenza della sua natura e funzione. Una conclusione logica e inarrestabile proprio per il carattere del mezzo monetario.

Tra le due proposte di auto-emissione, quella di Grignon si basa sulla produzione e presenta dei limiti di distribuzione e delle indecisioni. Nella proposta di Pace invece queste indecisioni e questi limiti si dissolvono in quanto la moneta torna nella sfera giuridica dove nacque a partire dalle definizioni di Aristotele.


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Note

[1] Banca d’Italia, Mario Draghi, La cultura della stabilità monetaria dall’Unità a oggi, pag 4, (http://blog.acformazione.it/file.axd?file=2011%2f4%2fInaugurazione_Mostra_04_04_2001.pdf)
[2] Bank of England Q1-2014, Money creation in the modern society, pag 1, (http://www.bankofengland.co.uk/publications/Documents/quarterlybulletin/2014/qb14q102.pdf)
[3] Sito ufficiale della Banca Nazionale Svizzera, Le banche e la moltiplicazione della moneta, ( http://www.snb.ch/i/welt/portrait/banks/4.html )
[4] Finalcial Times – The Columnist, The Fed is Right to turn on the tap, 9 novembre 2011, ( http://www.ft.com/cms/s/0/93c4e11e-ec39-11df-9e11-00144feab49a.html#axzz271kuVNBy )
[5] The Guardian, Money has been privatised by stealth, Ben Dyson, 15 novembre 2011 (http://www.theguardian.com/commentisfree/2011/nov/15/money-privatised-stealth)
[6] Giacinto Auriti, L’ ordinamento nternazionale del sistema monetario, (https://www.scribd.com/doc/128205483/Giacinto-Auriti-l-Ordinamento-Internazionale-Del-Sistema-Monetario)
[7] Bit Coin, sito ufficiale (https://bitcoin.org/it/)
[8] Paul Grignon, Digital Coin, (http://digitalcoin.co/)
[9] Daniele Pace, La moneta dell’utopia, ( http://danielepaceblog.blogspot.it/p/i-miei-libri.html )
[10] Niccolo Bellia, L’Antropocrazia, (http://www.antropocrazia.com/bellia/ngb/capiantro.htm)

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