Farmer Panda, il nuovo algoritmo di Google, sta penalizzando veramente i contenuti di bassa qualità?

Avrete certamente sentito parlare dell’aggiornamento dell’algoritmo di Google che nelle intenzioni degli ingegneri di Mountain View dovrebbe penalizzare i siti che hanno contenuti di basso livello. Definire una pagina con bassi contenuti è però una cosa che un bot automatico riesce a fare solo sulla carta. Come sempre accade con Google, ovviamente non sono stati rivelati i meccanismi di intervento e non è stato neppure fatto un esempio di quello che sarebbe un sito con contenuti di bassa qualità.

I siti da penalizzare sono stati definiti genericamente Content Farm da qui il nome dell’aggiornamento (Farmer Panda). Si tratta in sostanza di contenuti generati con il solo scopo di soddisfare gli algoritmi di ricerca e che non danno nessuna soddisfazione all’esperienza di navigazione.

Contestualmente a questa modifica è stata anche introdotta una estensione per Chrome, Personal Blocklist, che permetterà agli utenti di non visualizzare più i risultati provenienti da un certo dominio. A ogni risultato sarà associato anche un link in tal senso

che permetterà di bloccare l’intero sito per le ricerche successive. Il sospetto è che questa estensione sia in qualche modo legata all’algoritmo e che siano quindi gli stessi navigatori che l’hanno installata a penalizzare i siti di scarsa qualità. Quelli di Google hanno smentito ammettendo però di aver confrontato i siti penalizzati con l’algoritmo con quelli segnalati mediante questa estensione e di aver avuto piena corrispondenza nell’86% dei casi.

Quando si introducono delle novità c’è sempre il rischio che vadano a colpire dove non dovrebbero andare a farlo. E’ stato il caso di Digital Inspiration che si era visto ridurre il traffico proveniente da Google del 90% o giù di lì. Pochi giorni fa, Amit Agarwal, autore del blog, ha però dichiarato che le cose erano ritornate alla normalità dopo che aveva provveduto ad alcune modifiche del suo sito. La cosa aveva destato scalpore perché si tratta di uno dei siti più autorevoli per la tecnologia e l’informatica. I siti che invece sono stati certamente colpiti dal nuovo algoritmo sono: Associated Content, Mahalo e Suite101.

Utilizzando lo strumento Google Trends for Websites ecco come si è drammaticamente evoluta la curva dei loro visitatori

panda update content farm

Questo aggiornamento è partito dai siti di lingua inglese e probabilmente è già arrivato anche a incidere nelle SERP italiane. Se analizziamo però i dati degli aggregatori di notizie o dei copiatori di contenuti non mi pare che da noi ci sia stato questo crollo. Ripeto che è difficile stabilire la qualità dei post ma certo che siti come OKNotizie, Liquida, Wikio, Il Bloggatore, Mondo Informatico non mi pare che abbiano una quantità rilevante di contenuti originali. Riporto il grafico di Google Ternds relativo a OKNotizie

panda update oknotizie

In effetti si vede che il sito sta soffrendo da diverso tempo con risultati alterni ma che a partire dalla metà di Febbraio, si nota un significativo calo delle visite. C’è da dire però che un analogo calo c’era stato anche il mese precedente. Staremo a vedere se con questo nuovo algoritmo oltre che penalizzare i siti con contenuti scarsi saranno anche premiati i blog con articoli di qualità, i cui autori impiegano un sacco di tempo a scrivere i post dopo una lunga opera di documentazione. Nei miei blog ho notato un leggero aumento delle visite negli ultimi 15 giorni ma è difficile evincere che si sia trattato dell’effetto Panda.

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